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Nel tuo
procedere ti osservo
spesso incauto in una simbiosi,
una metamorfosi
mentre vai dal gesto al segno,
ai colori.
Dalla realtà fisica alla realtà metafisica
dalla terra al cielo,
dal vicino al lontano,
dal finito all’infinito,
dal concreto all’astratto,
dal reale al trascendete.
Quando riesci in questa spirale a rimaner
che restringendosi si eleva,
e come un vortice alla rovescia sale,
come la montagna del purgatorio,
sempre più purificar ti potrai.
Poi la vetta, la luce, il sublime,
la gratificazione desiderata.
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