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Una lenta processione
corpi straziati, fantasmi
che rimuovono ogni pensiero.
Singhiozzi lunghi di violini
accompagnano
i passi strascicati;
sguardi dispersi nel vuoto.
All’orizzonte, in fondo,
s’intravede il fumo:
dai corpi dei loro simili
esce dopo l’ultima doccia.
Non più un’altra SHOAH,
non più fumo all’orizzonte,
ma tante albe rosate.
Roccasecca 26/01/2004
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