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Ciò che
hai detto me, della mia arte non è una pura e semplice nota critica
di un osservatore frettoloso, che firma per testimoniare la sua presenza dopo
uno sguardo fugace.
Bensì un’analisi accurata che attraversando il cromatismo ed i vari elementi dei
contenuti
ha operato evidenziando una notevole perizia a livello introspettivo,
capace di mettere a nudo la mia non facile personalità nei meandri più
reconditi.
Rileggendo dopo tre anni la tua epistola manoscritta su foglio adatto a note
musicali,
oggi, 1 gennaio 2007, mi sono caricato di una emotività positiva che mi ha
spinto a risponderti.
Così hai colpito nel segno nell’accennare alla maternità protettiva ed hai
mostrato grande sensibilità,
soffermandoti su una composizione pittorica, da me regalata al prof. Marcello
Carlino,
che ha parlato delle mie espressioni artistiche per una personale effettuata nel
convitto nazionale di Arpino
in occasione del XXVI certamen ciceronianum dal 4 al 7 maggio 2006.
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