Note critiche
1979 - Anche se alle prime armi, Gragnaniello dimostra di avere delle
capacità artistiche che lo porteranno a migliorare e a realizzare i suoi sogni artistici. La sua pittura comunque, è fondata sulla ricerca cromatica, in cui
spesso l'oggetto è preso a pretesto; a prima vista, l'opera di Gragnaniello ci porta ai primitivi naïf , ma poi ci accorgiamo che il Nostro tenta il superamento di questo primo stato di istintività, portando l'immagine presso una conquista spaziale una conquista spaziale astratta.
Palma Campania (Na) - Luigi Annunziata (pittore)
1981 - fuori dalle correnti dell'arte ufficiale, Gragnaniello opera… alla ricerca di una fusione ideale tra immagini inconsce e fiabesche e il mestiere del colore e della forma. Una simbiosi è già viva, quella tra materia e immagine, tra scultura e pittura. Ed ecco allora che nascono forme inquietanti, "racconti" dell'io, strutture mistiche. È in questa ricerca affannosa di se stesso l'opera di Silvio "Grallo", in questo suo peregrinare artistico.
(R. Z. Corriere di Frosinone)
1983 - La scoperta della Campania Infelix, le voci inascoltate…Gli incubi dell'ora solare, l'angoscia che non aspetta la notte: in pieno giorno si affollano le visioni che si innestano (innesto di piante e gente); germinano in un'aspettata vitalità panica e sensuosa.
Frosinone - Prof. Gaetano Franzese;(pittore)
1983 - Se la mano di Gragnaniello si muove sulla tela in gesti verso il futuro, cioè al ritmo delle lancette dell'orologio che segnano il tempo che passa, le immagini che a mano a mano vanno configurandosi costituiscono, per contro, un sofferto ritorno al passato. Le membra umane vecchie di milioni di anni che non sai se sono pure di animali e animali con occhi pensosi sembrano cercare gli anelli di una catena che li conduca all'immagine di una deità comune. Una pittura con colori che paiono a tratti farsi grumi di ferite, forse perché pregni della specie delle visioni, delle voci interiori e con immagini in cui si fondono e si confondono soprassalti della memoria e dell'inconscio, arcane corrispondenze tra passato e presente. È evidente in alcuni lavori un rapporto d'amore tra apparenze zoomorfiche con cadenze umane. E qui le soluzioni formali sono pretestuose, interessando all'autore stabilire quanto i sentimenti contino nella realtà della vita e che un serpente può sempre nascondersi in ciascuno di noi.
Frosinone - Daniele Majone (critico d'arte)
2002 - Il surrealismo di Gragnaniello, rappresentato come assoluto abbandono al comportamento visionario, è tale da penetrare nell'ideale e nel simbolico.
Segni necessari, creativi, spettacolari se vogliamo, saliti a una notevole indipendenza, portatori di valori estetici, di significati di vita, di spazi multidimensionali. Le sue creazioni suscitano, indubbiamente, pensieri perfettamente formati, assolutamente proporzionati e influenzati dal suo carattere sereno e enigmatico. Perché l'arte, qualunque sia lo stile, giova sottolineare, non è l'espressione plastica di un ideale astratto. Deve rispecchiare la realtà anche nei suoi trasporti più febbrili, nei misteri da chiarire, nelle ossessioni imperiose e irrefrenabili, nelle presenze e nei sogni. In tutto ciò, in questi insiemi di atti e di cognizioni, di caratteristiche personali, sta la dialettica surreale di Gragnaniello, simbolicamente preciso ed esemplare, avido di conoscere le ragioni del cuore e della mente e tutte le altre ragioni…
Tutta un'operazione surrealistica nella misura in cui essa ha seguito le regole pittoriche di tale figurazione favolosamente liberatrice. Il merito della sua arte che vuole essere deliberatamente magica e il più possibile lontana dal considerare la natura, la tecnica, o l'uomo quali semplici dati, sta nel compiere, produrre, realizzare nell'attimo stesso in cui inventa la forma: forme apparentemente embrionali.
S. Giovanni Incarico - Prof. Gaetano Battaglini
2002 - Ho potuto finalmente gustare un'arte senza fronzoli, semplice nella sua essenzialità, limpide nella sua purezza che riporta alle radici..Non quelle soltanto della nostra terra bensì quelle di ogni anima, di ogni uomo.
S. Giovanni Incarico - Prof. Marco Farina
2002 - Al centro delle visioni espressive dell'amico Silvio, addomesticate nei colori non forzati o voluti per eccesso, è la natura del suo universo cioè, al centro è l'uomo, la materia vivente che sovrasta ogni identità e lascia intravedere all'osservatore "attento" l'essenziale della vita.
S. Giovanni Incarico - Prof. Mario Grieco ( giornalista RAI)
2003 - A Silvio che naviga con la propria creatività nel mare del colore, quando la foschia nasconde la luce del sole e la notte divora le stelle. La bussola del tuo io indica il nord, la porta dove entrano gli dei a cui piace camminare sul tappeto volante della fantasia al suono dei campanelli dei mammuttones, che in cerchio danzano avvolgendo i nuraghi dell'enigma del tempo.
La ricerca continua di dare alle forme che ti circondano un volto per liberare l'anima è fonte della tua inquietudine, ma anche braciere della tua creatività dove il rito si consolida nella colonna del fumo, forma mutevole della fiamma, cordone ombelicale tra il volume solido e il volume inafferrabile.
Tra il pieno della clessidra e il suo rovescio, il vuoto, come tra il tempo e il suo rovescio, l'antitempo, proprio nel punto dove i due elementi della clessidra s'incontrano, lì è il nulla, né tempo né antitempo; lì l'artista raggiunge la propria creatività che si deforma quando si proietta nella dimensione dei sensi.
Nella dimensione dell'antitempo l'artista non produce con forme materiche, bensì con il suo spirito che, non essendo materia, non è visibile ai sensi, lettori della dimensione umana. Il sogno della ricerca del tempo passato, quando i mammuttones danzano, si trasforma in tempo reale come quando. Caro Silvio, tu danzi davanti alla tua tela e alle tue espressioni di colore senza tempo ridai la vita attraverso le tue forme e quindi rigeneri ad esse il tempo. Come l'eremita che entrando nel non tempo diventa santo;
… Sogno…
… Il sogno dell'eremita…
… è immergersi nella luce…
… il sogno dell'eremita…
… è sentirsi l'anima vicina…
… il sogno dell'eremita…
… è camminare nel cielo…
…a raccogliere le stelle…
… il sogno dell'eremita…
… è…sogno.
Rocca d'Arce - Prof. Vincenzo Bianchi
2004 - Fonte iniziale dell'opera di Silvio Gragnaniello e l'osservazione della natura. Dei suoi ritmi ma ancora di più di quelle misteriose assonanze che ci spingono a trovare forme e analogie visive nelle venature di una roccia, nei rizomi delle canne, in una radice raccolta durante una passeggiata in campagna.
William Blake, poeta e incisore certamente amato da Gragnaniello, affermava, negli anni del suo soggiorno a Felphma, di poter vedere l'intero universo "in un granello di sabbia", e attribuiva ai sogni e alle visioni nati dalla sua fantasia, dall'esercizio dell' ars analogica, un valore di realtà pari, se non superiore, a quello che poteva venire dallo studio degli antichi. Qualcosa del talento visionario delle incisioni di Blake sembra riaffiorare nei dipinti e nelle sculture di Gragnaniello, forse lo spirito segreto di quelle "innocenza" che dà il titolo a uno dei primi e più compiuti "illuminated books", un'innocenza di sguardo che non è ingenuità infantile, ma ricerca di una semplicità che può aprire alla visione poetica dei nuovi orizzonti, alla pittura e alla scultura un corso dagli esiti imprevedibili.
Il più semplice dei paesaggi, anche quello "minimo" che possiamo scorgere tra i pochi fili d'erba, sembra così attendere l'evento di un'apparizione, il miracolo sempre nuovo di un ricordo che, provenendo dagli strati profondi della nostra psiche, ritrova la sua sostanza nel paradiso perduto dell'arte.
Palma Campania - Prof. Alfredo Scotti (Direttore delle Belle Arti Di Napoli)
2004 -Materia e sentimento nell’arte di Grallo
Chi non ha una visione ampia e abbastanza approfondita della storia dell’arte si
sarà trovato smarrito e sconcertato d’avanti alla produzione artistica di Silvio
Gragnaniello, in arte Grallo, nella mostra che si è tenuta nel locale all’angolo
di via Croce – Piazza De Martino, a Palma Campania dal 3 al 12 aprile 2004. Una
visione limitata degli orizzonti dell’arte ci porta infatti a catalogare
l’artista e l’opera d’arte all’interno di schemi formali convenzionali che
considerano in effetti solo l’abilità tecnica dell’autore. Se la forma, le
proporzioni, gli effetti di luce-ombra e quant’altro riguardi la cosiddetta
grammatica dell’arte visiva non rientrano in quei canoni formali che fanno parte
della tradizione artistica in auge fino all’Ottocento,, allora si tende a dare
un giudizio di valore limitato alla superficie estetica. Per Grallo che opera
invece in modo semplice e spontaneo, che risponde a quel bisogno individuale di
fuggire da una società “corrotta dallo spirito commerciale”, ipocrita e
convenzionale, il manufatto artistico diventa il mezzo e non il fine. Egli,
nella mostra patrocinata dall’Assessorato alla Cultura, Arte e Spettacolo di
Palma Campania, rende partecipi gli altri della propria sensibilità interiore,
immergendosi in una dimensione ideale in cui la propria esperienza di vita, le
immagini care della memoria, le ossessioni e i sogni, diventano materia. E la
materia è l’elemento indispensabile nell’opera di Gragnaniello. Egli pur
lavorando per anni nella scuola come insegnante di lettere e filosofia, si sente
affettuosamente legato alle sue radici contadine e da anni esprime poeticamente
questo legame attraverso la pittura, la scultura e la poesia, realizzando, in
alcuni casi, opere di notevole valore artistico. Sino interessanti, a questo
proposito, gli effetti plastici ottenuti con le radici di canna, con le quali
realizza, tra le altre, una monumentale e solida contadina e l’immagine contorta
e inquietante del potere, la figura umana sdraiata che sembra sorta da un
accatastamento casuale di pietre che creano dinamici effetti chiaroscurali e da
drammatica torsione degli uccelli rapaci, realizzati con tecnica mista. Nella
mostra non c’è una selezione di opere legate ad una omogenea ricerca formale
poiché Grallo vuole comunicare totalmente la sua esperienza sensoriale, l’amore
per la natura e la passione per l’arte in tutti i suoi aspetti, attraverso un
“Itinerario Artistico tra Sogno e Realtà”.
Palma Campania- Mario Errico per il “Pappagallo”